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Con la circolare n. 36/2019 l’Inps rende noto che la possibilità di riscatto di periodi scoperti da contribuzione, prevista dal decreto legge 4/2019, è riconosciuta in favore degli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.

La richiesta di riscatto dei periodi scoperti (nella misura massima di cinque anni, anche non consecutivi) può essere avanzata fino al 31/12/2021, purché il beneficiario non sia titolare di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non sia già titolare di un trattamento pensionistico diretto, in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria.

L’Istituto precisa che sono riscattabili soltanto i periodi non soggetti a obbligo contributivo. Ne consegue che la facoltà di riscatto non potrà essere esercitata per recuperare periodi di svolgimento di attività lavorativa con obbligo del versamento contributivo. Tale preclusione opera necessariamente e logicamente anche nei casi in cui l’obbligo contributivo si sia già prescritto. Pertanto, per recuperare periodi di lavoro con obbligo contributivo potranno essere attivati gli istituti già previsti nelle singole gestioni previdenziali, quali la regolarizzazione contributiva o, in caso di maturazione della prescrizione dei contributi, la costituzione di rendita vitalizia ai sensi dell’articolo 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338.

L’onere relativo al riscatto dei periodi scoperti da contribuzione è determinato con il meccanismo del calcolo a “percentuale” previsto dall’articolo 2, comma 5, del D.lgs 30 aprile 1997, n. 184, applicando l’aliquota contributiva di finanziamento in vigore alla data di presentazione della domanda nella gestione pensionistica ove opera il riscatto. La base di calcolo dell’onere è costituita dalla retribuzione assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto. Detta retribuzione è attribuita temporalmente e proporzionalmente ai periodi riscattati. La rivalutazione del montante individuale dei contributi disciplinato dalla legge n. 335/1995 ha effetto dalla data della domanda di riscatto.

È prevista la possibilità di rateizzare l’onere in un massimo di 60 rate mensili.

La domanda può essere presentata, secondo le modalità descritte nella circolare, dal diretto interessato o dal suo superstite o, entro il secondo grado, dal suo parente e affine, mentre, per i lavoratori del settore privato, la domanda di riscatto può essere presentata anche dal datore di lavoro.

Clicca qui per leggere la circolare n. 36/2019 dell’Inps.

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