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Segretari Comunali – Diritti di Rogito – nuova pronuncia

Nuova Sentenza sul tema dei diritti di rogito ai segretari comunali assimilati ai preposti a sedi di segreteria di comuni privi di dirigenti.

Questa volta a pronunciarsi in materia è stato il Tribunale di Milano, in funzione di Giudice del Lavoro, con la Sentenza n. 1539 del 18 maggio 2016.

Con tale Sentenza il Tribunale di Milano riconosce i diritti di rogito ad un Segretario Comunale di fascia A…. asserendo che la normativa riconosce “a tutti i Segretari privi di qualifica dirigenziale, ovvero a quelli di fascia C, il diritto alla predetta indennità, ma estende tale emolumento anche ai Segretari delle altre due fasce superiori (A e B) a condizione che nell’ente locale di appartenenza non vi siano dipendenti con qualifica di dirigenti.”

“La ratio della norma poi pare chiara, il riconoscimento ai Segretari di fascia C è funzionale a sopperire una situazione stipendiale che, rispetto ai colleghi appartenenti alle altre due categorie, è meno favorevole e garantista; quanto agli altri Segretari, il riconoscimento trova ragione nel fatto che i medesimi operano all’interno di un ente in cui non vi sono dipendenti con funzioni dirigenziali.

Con tale Sentenza in oggetto, quindi, il Tribunale di Milano smentisce quanto sostenuto poco tempo fa dalla Ragioneria Generale dello Stato con il parere n. 26297 del 25 marzo 2016: che i diritti di rogito spettano esclusivamente ai Segretari Comunali di fascia C.

Per saperne di più e visionare la Sentenza del Tribunale di Milano, clicca qui.

 

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Segretari Comunali – Diritti di Rogito – nuova pronuncia

Nuova Sentenza sul tema dei diritti di rogito ai segretari comunali assimilati ai preposti a sedi di segreteria di comuni privi di dirigenti.

Questa volta a pronunciarsi in materia è stato il Tribunale di Milano, in funzione di Giudice del Lavoro, con la Sentenza n. 1539 del 18 maggio 2016.

Con tale Sentenza il Tribunale di Milano riconosce i diritti di rogito ad un Segretario Comunale di fascia A…. asserendo che la normativa riconosce “a tutti i Segretari privi di qualifica dirigenziale, ovvero a quelli di fascia C, il diritto alla predetta indennità, ma estende tale emolumento anche ai Segretari delle altre due fasce superiori (A e B) a condizione che nell’ente locale di appartenenza non vi siano dipendenti con qualifica di dirigenti.”

“La ratio della norma poi pare chiara, il riconoscimento ai Segretari di fascia C è funzionale a sopperire una situazione stipendiale che, rispetto ai colleghi appartenenti alle altre due categorie, è meno favorevole e garantista; quanto agli altri Segretari, il riconoscimento trova ragione nel fatto che i medesimi operano all’interno di un ente in cui non vi sono dipendenti con funzioni dirigenziali.

Con tale Sentenza in oggetto, quindi, il Tribunale di Milano smentisce quanto sostenuto poco tempo fa dalla Ragioneria Generale dello Stato con il parere n. 26297 del 25 marzo 2016: che i diritti di rogito spettano esclusivamente ai Segretari Comunali di fascia C.

Per saperne di più e visionare la Sentenza del Tribunale di Milano, clicca qui.

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MEF - Trasmissione dei bilanci e dei dati contabili

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il Decreto Ministeriale del 12 maggio 2016, ha definito la trasmissione dei bilanci e dei dati contabili degli enti territoriali e dei loro organismi ed enti strumentali alla Banca dati delle Pubbliche Amministrazioni:

“Le regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali, i loro organismi e enti strumentali in contabilità finanziaria, e il consiglio delle regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, trasmettono alla Banca dati delle pubbliche amministrazioni (BDAP) di cui all’articolo 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, gestita dal Dipartimento della Ragioneria dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze …omissis…i bilanci di previsione …omissis… i rendiconti della gestione …omissis… le variazioni al proprio bilancio di previsione …omissis… i propri bilanci consolidati …omissis… il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio”.

Per quanto riguarda le tempistiche della trasmissione:

  • bilanci di previsione --> entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio di previsione, a decorrere da quello relativo all’esercizio 2017. In sede di prima applicazione del presente decreto, il bilancio di previsione 2016 è trasmesso entro 30 giorni a decorrere dal 1 dicembre 2016
  • rendiconti della gestione --> entro 30 giorni dall’approvazione del rendiconto della gestione, a decorrere da quello relativo all’esercizio 2016
  • variazioni al bilancio di previsione --> entro 30 giorni dall’approvazione, delle variazioni di bilancio, a decorrere dalle variazioni di bilancio approvate nell’esercizio 2017
  • bilanci consolidati --> entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio consolidato, a decorrere da quello relativo all’esercizio 2016
  • piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio --> entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio o del rendiconto, per gli enti locali e dei loro organismi e enti strumentali, a decorrere da quello relativo al rendiconto 2016 e al bilancio di previsione 2017

Per saperne di più e leggere il DM in oggetto, clicca qui.

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Coincidenza ferie e permessi per assistenza al congiunto disabile

Il Ministero del Lavoro, con l’Interpello n. 20 del 20 maggio 2016, si è espresso circa la problematica della coincidenza delle ferie programmate con permessi per assistenza al congiunto disabile.

Anzitutto il Ministero del Lavoro sottolinea che la Legge 104/1992, che disciplina il diritto del lavoratore al permesso retribuito di tre giorni al mese per assistere una persona in situazione di handicap grave, “riconosce tale permesso ai familiari che assistono persone con handicap nonché agli stessi lavoratori con disabilità, proprio al fine di tutelare i diritti fondamentali del soggetto diversamente abile, garantendogli dunque un’adeguata assistenza morale e materiale.”

Per quanto concerne, invece, l’istituto delle ferie, “la ratio risiede nella possibilità concessa al lavoratore di recuperare le energie psico-fisiche impiegate nello svolgimento dell’attività lavorativa corrispondendo altresì ad esigenze, anche di carattere ricreativo, personali e familiari.”

“Tenuto conto delle diverse finalità cui sono preordinati i due istituti, qualora la necessità di assistenza al disabile si verifichi durante il periodo di ferie programmate o del fermo produttivo, la fruizione del relativo permesso sospende il godimento delle ferie”; il che comporterà la necessità di collocare le ferie non godute in un diverso periodo, previo accordo con il datore di lavoro.

Quanto suddetto, in quanto si ritiene “che debba trovare applicazione il principio della prevalenza delle improcrastinabili esigenze di assistenza e di tutela del diritto del disabile sulle esigenze aziendali e che pertanto il datore di lavoro non possa negare la fruizione dei permessi di cui all’art. 33, L. n. 104/1992 durante il periodo di ferie già programmate, ferma restando la possibilità di verificare l’effettiva indifferibilità dell’assistenza.”

Per saperne di più e leggere l’Interpello del Ministero del Lavoro, clicca qui.

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Corte dei Conti - Fondo decentrato e Contratto Collettivo decentrato

La Corte dei Conti, Sezione Regionale di controllo per il Veneto, con la Deliberazione n. 263 del 4 maggio 2016, si è espressa in merito ad una richiesta di parere formulata da un Comune circa la corretta interpretazione delle disposizioni dettate dall’armonizzazione contabile relative alla modalità di imputazione a bilancio del Fondo decentrato.

Al fine di dare risposta al Comune richiedente, la Corte dei Conti analizza e si esprime in merito a tre differenti casistiche:

  1. il Fondo viene costituito, come dovrebbe essere, entro l’esercizio in essere e il contratto collettivo decentrato è sottoscritto entro la fine di detto esercizio à “In questa circostanza l’obbligazione sorge a seguito della sottoscrizione del contratto decentrato e le risorse impegnate confluiscono nel Fondo Pluriennale Vincolato”;
  2. il Fondo viene costituito entro l’esercizio in essere ma il contratto collettivo decentrato è sottoscritto solo nell’esercizio successivo à “Alla fine dell’esercizio, nelle more della sottoscrizione della contrattazione integrativa, sulla base della formale delibera di costituzione del fondo …omissis… le risorse destinate al finanziamento del fondo risultano definitivamente vincolate …omissis… Quindi le relative risorse confluiscono nel risultato di amministrazione vincolato in attesa della formale sottoscrizione nell’esercizio successivo del contratto decentrato.” La Corte aggiunge inoltre che tale casistica, seppur abbastanza diffusa, “va stigmatizzata, atteso che l’accordo contrattuale …omissis… è necessario intervenga prima della fine dell’esercizio di riferimento”;
  3. nel corso dell’esercizio in essere l’amministrazione non ha né costituito formalmente il Fondo né ha provveduto a sottoscrivere il contratto decentrato (casistica prospettata dal Comune richiedente) à “le economie di bilancio confluiscono nel risultato di amministrazione, vincolato per la sola quota del fondo obbligatoriamente prevista dalla contrattazione collettiva nazionale” à “tale ultima ipotesi, ancor più della precedente, è da stigmatizzare …omissis… l’effetto della mancata costituzione del Fondo è quello di far confluire nel risultato di amministrazione, vincolato, la sola quota del fondo obbligatoriamente prevista dalla contrattazione collettiva nazionale, ovvero la parte stabile: con la conseguenza che tutte le risorse di natura variabile ivi incluse quelle da “riportare a nuovo” vanno a costituire vere e proprie economie di spesa.”

Per saperne di più e visionare la deliberazione della Corte dei Conti, clicca qui.

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