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Trasformazione rapporto di lavoro e congedo maternità – orientamento Aran

L’Aran, con l’orientamento applicativo RAL_1808 del 02/02/2016, si esprime in merito alla problematica di una dipendente a tempo pieno in congedo per maternità, con data presunta del parto fissata alla fine di novembre 2015, che con decorrenza 1°novembre 2015 trasforma il suo rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale orizzontale.

Il dubbio dell’Ente datore di lavoro in merito è se nell’ambito di tutto il complessivo periodo di congedo di maternità sarà dovuta la retribuzione prevista per il rapporto di lavoro a tempo pieno oppure se, dalla data di costituzione del rapporto di lavoro a tempo parziale, deve essere riconosciuta una retribuzione ridotta in coerenza con i contenuti del nuovo rapporto di lavoro.

L’Aran a riguardo chiarisce che con decorrenza dal 1° novembre 2015, data di costituzione del rapporto di lavoro a tempo parziale orizzontale, l‘Ente deve procedere al riproporzionamento del trattamento economico in godimento della lavoratrice in congedo di maternità, in quanto la lavoratrice ha diritto alla medesima retribuzione che avrebbe percepito se fosse stata in servizio (se non fosse intervenuto il congedo di maternità).

Per saperne di più e leggere l’orientamento Aran in oggetto, clicca qui.

 

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Trasformazione rapporto di lavoro e congedo maternità – orientamento Aran

L’Aran, con l’orientamento applicativo RAL_1808 del 02/02/2016, si esprime in merito alla problematica di una dipendente a tempo pieno in congedo per maternità, con data presunta del parto fissata alla fine di novembre 2015, che con decorrenza 1°novembre 2015 trasforma il suo rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale orizzontale.

Il dubbio dell’Ente datore di lavoro in merito è se nell’ambito di tutto il complessivo periodo di congedo di maternità sarà dovuta la retribuzione prevista per il rapporto di lavoro a tempo pieno oppure se, dalla data di costituzione del rapporto di lavoro a tempo parziale, deve essere riconosciuta una retribuzione ridotta in coerenza con i contenuti del nuovo rapporto di lavoro.

L’Aran a riguardo chiarisce che con decorrenza dal 1° novembre 2015, data di costituzione del rapporto di lavoro a tempo parziale orizzontale, l‘Ente deve procedere al riproporzionamento del trattamento economico in godimento della lavoratrice in congedo di maternità, in quanto la lavoratrice ha diritto alla medesima retribuzione che avrebbe percepito se fosse stata in servizio (se non fosse intervenuto il congedo di maternità).

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Fruizione ferie – orientamento Aran

L’Aran, con l’orientamento applicativo RAL_1809 del 02/02/2016, si esprime in merito alla problematica della fruizione delle ferie da parte di un dipendente assunto a tempo determinato che vince un concorso a tempo indeterminato presso il medesimo Ente; in particolare l’Aran chiarisce se il dipendente in oggetto deve esaurire tutte le ferie maturate e non godute con il contratto a tempo determinato, prima di essere assunto a tempo indeterminato o meno:

“…omissis… all’atto della scadenza di un contratto di lavoro a tempo determinato, con l’estinzione del rapporto di lavoro, come noto, vengono meno tutte quelle situazioni soggettive che in quel rapporto trovavano il proprio fondamento (ferie, malattia, aspettative, ecc.).

Pertanto, ad avviso della scrivente Agenzia, nel caso in cui con il medesimo dipendente, già titolare di un rapporto di lavoro a tempo determinato, venga successivamente stipulato un diverso contratto di lavoro a tempo indeterminato, lo stesso non possa fruire nell’ambito di questo delle ferie maturate nel precedente rapporto a termine.

Conseguentemente, il dipendente dovrebbe godere di eventuali ferie residue maturate entro la scadenza del precedente rapporto di lavoro a tempo determinato.”

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Richieste di fruizione dei permessi per motivi di studio – orientamento Aran

L’Aran, con l’orientamento applicativo RAL_1815  del 02/02/2016, si esprime in merito alla problematica della gestione delle richieste di fruizione dei permessi per motivi di studio, ai sensi dell’art.15 del CCNL del 14.9.2000, pervenute dopo la chiusura del termine stabilito dall’ente per la presentazione delle domande e la pubblicazione dell’elenco degli aventi diritto.

L’Aran ricorda anzitutto che spetta all’ente adottare una propria regolamentazione per la definizione delle modalità organizzative e gestionali dell’istituto; in tale sede l’ente stabilirà anche un termine per la presentazione delle domande volte ad ottenere la concessione dei permessi. Si tratta di una scelta ragionevole ed anche necessaria, perché l’ente,  al fine di formare l’eventuale “graduatoria” di cui al comma 4 dell’art.15 del CCNL del 14.9.2000, deve essere messo nella condizione di valutare contestualmente le domande presentate da tutti gli aspiranti.

In base a quanto sopra esposto, solo l’ente, può valutare, alla luce delle regole adottate, la possibilità o meno di riaprire i termini per la presentazione delle domande già scadute, tenendo conto della posizione di tutti i lavoratori interessati e soprattutto dell’interesse di quelli che hanno presentato la domanda nel termine ordinariamente prescritto.

Si ricorda, altresì, che, in base a quanto previsto dall’art.15 del CCNL dell’1.4.1999, ove il numero delle domande presentate dai lavoratori superi il limite massimo del 3% del personale a tempo indeterminato in servizio all’inizio di ogni anno, l’attribuzione dei permessi avviene sulla base dei criteri di priorità indicati nell'art. 15, commi 4 e 5 del CCNL del 14.9.2000.

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Ferie del personale in comando – orientamento Aran

L’Aran, con l’orientamento applicativo RAL_1813  del 02/02/2016, si esprime in merito alla problematica di un dipendente che rientra da un periodo di comando presso altra amministrazione con un certo numero di giorni di ferie maturati e non fruiti presso l’ente utilizzatore.

In particolare le domande posta all’Aran sono se tale giorni possono essere fruiti presso l’ente di appartenenza, dopo il rientro e se l’ente di appartenenza possa chiederne il rimborso a quello utilizzatore, trattandosi di giorni di ferie maturati e non goduti presso quest’ultimo.

A riguardo l’Aran precisa che il personale in comando, e per tutta la durata dello stesso, diventa dipendente, in senso funzionale e a tutti gli effetti dell’ente nel quale presta effettivamente servizio; tuttavia con il comando non si determina l’estinzione del precedente rapporto di lavoro, ma si ha solo il cambiamento della sede della prestazione lavorativa (presso un nuovo datore di lavoro utilizzatore); pertanto, nel caso di cessazione del comando, con il conseguente rientro presso l’ente di appartenenza, stante la continuità del rapporto, il dipendente conserva comunque il diritto a fruire presso quest’ultimo le ferie comunque maturate e non fruite presso l’ente utilizzatore.

Per saperne di più e leggere l’orientamento Aran in oggetto, clicca qui.

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