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Piattaforma per la certificazione dei crediti – sono in arrivo sanzioni

Poiché molti comuni non si avvalgono ancora della Piattaforma elettronica per la Certificazione dei Crediti (PCC), in quanto non hanno provveduto a comunicare alla Piattaforma i dati riferiti al pagamento delle fatture passive ed ai debiti scaduti (comunicazione che va effettuata entro il 15 di ciascun mese) e non ancora pagati, la Ragioneria Generale dello Stato sta pensando di introdurre sanzioni più aspre, considerando anche l’evidente danno causato da tale comportamento al sistema Paese che si ritrova a rischiare di non poter far fronte agli impegni assunti in ambito comunitario.

La Ragioneria dello Stato, sempre per incentivare l’utilizzo della PCC, sta inoltre pensando di prevedere la possibilità che l’indicatore di tempestività dei pagamenti venga calcolato direttamente sulla base dei dati presenti in PCC (e non più autonomamente dalle amministrazioni comunali).

Questo è quanto si evince da una nota pubblicata dall’Anci Lombardia il 27 agosto 2015.

Per leggere la nota Anci, clicca qui.

 

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Piattaforma per la certificazione dei crediti – sono in arrivo sanzioni

Poiché molti comuni non si avvalgono ancora della Piattaforma elettronica per la Certificazione dei Crediti (PCC), in quanto non hanno provveduto a comunicare alla Piattaforma i dati riferiti al pagamento delle fatture passive ed ai debiti scaduti (comunicazione che va effettuata entro il 15 di ciascun mese) e non ancora pagati, la Ragioneria Generale dello Stato sta pensando di introdurre sanzioni più aspre, considerando anche l’evidente danno causato da tale comportamento al sistema Paese che si ritrova a rischiare di non poter far fronte agli impegni assunti in ambito comunitario.

La Ragioneria dello Stato, sempre per incentivare l’utilizzo della PCC, sta inoltre pensando di prevedere la possibilità che l’indicatore di tempestività dei pagamenti venga calcolato direttamente sulla base dei dati presenti in PCC (e non più autonomamente dalle amministrazioni comunali).

Questo è quanto si evince da una nota pubblicata dall’Anci Lombardia il 27 agosto 2015.

Per leggere la nota Anci, clicca qui.

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Indennità di turno – metodo di calcolo – Orientamento Aran

La maggiorazione oraria che si ricollega all’indennità di turno (prevista dall’art. 22 comma 5, del CCNL del 14.9.2000) va applicata ai seguenti compensi:

- la retribuzione iniziale prevista per il profilo assegnato,

- gli incrementi economici conseguiti per progressione orizzontale,

- l'indennità integrativa speciale (IIS),

- gli eventuali assegni ad personam a carattere continuativo e non riassorbibile (tra questi non possono essere ricomprese anche le indennità contrattuali come quella di vigilanza o degli asili nido o del personale di ex terza e quarta q.f. in quanto non corrispondono alla nozione tecnica di assegno personale non riassorbibile).

Sono invece esclusi dall’applicazione della suddetta maggiorazione la tredicesima mensilità e la retribuzione di posizione, la prima perché non è citata dall’art. 52, comma 1 del CCNL del 14.9.2000, la seconda perché, pur citata, è corrisposta al personale incaricato delle posizioni organizzative che non può percepire compensi per prestazioni in turno.

Per leggere l’orientamento Aran, clicca qui.

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Dirigenti a tempo indeterminato e a tempo determinato – Stesse garanzie

Con la Sentenza n. 5516 del 19 marzo 2015, la Corte di Cassazione ha stabilito che nel pubblico impiego ai dirigenti a tempo determinato (assunti in base all’art. 110 del testo unico degli enti locali, che consente la possibilità di costituzione di un rapporto di lavoro dipendente a termine per lo svolgimento di incarichi dirigenziali) si applicano le stesse garanzie previste dalla normativa e dai contratti collettivi per i dirigenti a tempo indeterminato.

La Corte afferma infatti che “l'assenza di una disciplina specifica del rapporto dei dirigenti a termine non ha peraltro altro significato dell'assenza di particolarità della fattispecie - la cui unica particolarità rispetto al rapporto dei dirigenti a tempo indeterminato risiede solo nella costituzione e durata, e non invece nella disciplina del rapporto - , alla quale sono applicabili tutte le regole previste per i dirigenti a tempo indeterminato (salvo naturalmente, quelle incompatibili con la durata temporanea del rapporto; una volta costituito il rapporto di lavoro quale dirigente a termine, infatti, non vi sono particolarità della disciplina, salvo quelle che attengono, direttamente o indirettamente, alla scadenza del rapporto).

Per leggere la Sentenza, clicca qui.

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Fruizione permessi assistenza familiari con handicap – Orientamento Aran

La decisione in merito alla completa utilizzazione delle due ore di permesso orario giornaliero, previste dall’art. 33 della legge n. 104 del 1992 (permessi per assistenza familiari con handicap e permessi per disabili), viene assunta dal dipendente in base ad una autonoma valutazione.

Tali permessi in ogni caso rientrano nell’orario ordinario di lavoro del lavoratore, per il quale è già riconosciuta una remunerazione. “Pertanto, la prestazione lavorativa, effettuata in luogo della fruizione dei permessi in esame, non può essere retribuita a titolo di lavoro straordinario, in quanto non si configura come attività eccedente rispetto all’orario ordinario di lavoro. In caso contrario, infatti, il tempo da destinare ai predetti permessi verrebbe ad essere oggetto di una doppia remunerazione, sia in qualità di lavoro ordinario che di lavoro straordinario.”

Per leggere l’orientamento Aran, clicca qui.

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