Comunicazioni urgenti

Alma è iscritta al ME.P.A.

Ci puoi trovare al codice catalogo: "stipendi001"

Assegno nucleo familiare

Dal 1° luglio nuovi valori per l'assegno del nucleo familiare. I lavoratori devono compilare la domanda di richiesta e consegnarla al datore di lavoro. Vuoi ricevere gratuitamente il manuale operativo Alma? Scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

NUOVO ORDINAMENTO CONTABILE

Alma organizza un corso di formazione. Per saperne di più, clicca qui.

Scadenze per la P.A.

Ultimo mese Ottobre 2014 Prossimo mese
L M M G V S D
week 40 1 2 3 4 5
week 41 6 7 8 9 10 11 12
week 42 13 14 15 16 17 18 19
week 43 20 21 22 23 24 25 26
week 44 27 28 29 30 31
Home

Mancato rispetto del patto di stabilità e nuove assunzioni

La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per l'Emilia Romagna, con la deliberazione n.188/2014/PAR, fornisce il proprio pare in merito al rispetto del patto di stabilità interno.

Nel dettaglio, il comune interpellante richiede di conoscere se può derogare al divieto di assunzione di nuovo personale previsto dall’articolo 1, comma 557-ter, l.n. 296/2006 o, in caso negativo, quale soluzione sia possibile attivare per evitare la paralisi del Comune tenuto conto che, nel primo anno di applicazione del patto non ha ottemperato all’obbligo di riduzione annuale della spesa di personale.

Secondo i giudici, nessuna assunzione di personale a tempo indeterminato potrà essere disposta dall’ente nel 2014 in quanto al mancato rispetto dell’articolo 1, comma 557, l.n. 296/2006 - circostanza di cui lo stesso ente nella richiesta di parere ha dato atto- consegue il divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipologia contrattuale nell’anno successivo a quello nel quale l’inadempimento dell’obbligo della riduzione del trend storico della spesa di personale si è verificato (art. 1, co. 557, l.n. 296/2006).

La Corte non ritiene neppure che possa essere invocata l’applicazione dell’articolo 3, commi 5 e 5-quater, d.l. n. 90/2014 in quanto la disciplina da essi prevista si riferisce al regime delle assunzioni di nuovo personale a tempo indeterminato da parte di regioni ed enti locali assoggettati alla disciplina del patto di stabilità che possono essere disposte nei limiti fissati, purché siano stati rispettati i vincoli alla spesa di personale previste in altre disposizioni di legge, quali l’articolo 1, comma 557, l.n. 296/2006.

Non sembra, inoltre, che possa trovare applicazione l’articolo 11, comma 4-quater, d.l. n. 90/2014 in quanto le tipologie di spesa per il personale che l’Ente ha indicato di aver sostenuto nel 2013 e 2014 per sopperire alle assenze del proprio personale dipendente non rientrano tra quelle che la predetta disposizione consente di escludere dal computo valido ai fini del rispetto dell’articolo 1, comma 557, l.n. 296/2006 da parte dei comuni con popolazione compresa tra i 1.001 e 5.000 abitanti (tra i quali rientra il comune istante).

Infine, l’esclusione di assunzioni di personale con contratti di lavoro flessibile nel 2014 da parte dell’Ente istante deriva dall’applicazione dell’articolo 11, comma 4-ter, d.l. n. 90/2014 che, come già visto al punto n. 8 della presente deliberazione, nel modificare la disciplina contenuta nell’articolo 9, comma 28, d.l. n. 78/2010, consente solo agli enti locali in regola con l’obbligo di riduzione delle spese di personale ex art. 1, comma 557, l. n. 296/2006 di non applicare i limiti per le assunzioni di personale a tempo determinato previsti nel citato art. 9, comma 28, d.l. 78/2010.

Per visionare il parere, clicca qui.

 

Articoli recenti

Previous Next
Mancato rispetto del patto di stabilità e nuove assunzioni

La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per l'Emilia Romagna, con la deliberazione n.188/2014/PAR, fornisce il proprio pare in merito al rispetto del patto di stabilità interno.

Nel dettaglio, il comune interpellante richiede di conoscere se può derogare al divieto di assunzione di nuovo personale previsto dall’articolo 1, comma 557-ter, l.n. 296/2006 o, in caso negativo, quale soluzione sia possibile attivare per evitare la paralisi del Comune tenuto conto che, nel primo anno di applicazione del patto non ha ottemperato all’obbligo di riduzione annuale della spesa di personale.

Secondo i giudici, nessuna assunzione di personale a tempo indeterminato potrà essere disposta dall’ente nel 2014 in quanto al mancato rispetto dell’articolo 1, comma 557, l.n. 296/2006 - circostanza di cui lo stesso ente nella richiesta di parere ha dato atto- consegue il divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipologia contrattuale nell’anno successivo a quello nel quale l’inadempimento dell’obbligo della riduzione del trend storico della spesa di personale si è verificato (art. 1, co. 557, l.n. 296/2006).

La Corte non ritiene neppure che possa essere invocata l’applicazione dell’articolo 3, commi 5 e 5-quater, d.l. n. 90/2014 in quanto la disciplina da essi prevista si riferisce al regime delle assunzioni di nuovo personale a tempo indeterminato da parte di regioni ed enti locali assoggettati alla disciplina del patto di stabilità che possono essere disposte nei limiti fissati, purché siano stati rispettati i vincoli alla spesa di personale previste in altre disposizioni di legge, quali l’articolo 1, comma 557, l.n. 296/2006.

Non sembra, inoltre, che possa trovare applicazione l’articolo 11, comma 4-quater, d.l. n. 90/2014 in quanto le tipologie di spesa per il personale che l’Ente ha indicato di aver sostenuto nel 2013 e 2014 per sopperire alle assenze del proprio personale dipendente non rientrano tra quelle che la predetta disposizione consente di escludere dal computo valido ai fini del rispetto dell’articolo 1, comma 557, l.n. 296/2006 da parte dei comuni con popolazione compresa tra i 1.001 e 5.000 abitanti (tra i quali rientra il comune istante).

Infine, l’esclusione di assunzioni di personale con contratti di lavoro flessibile nel 2014 da parte dell’Ente istante deriva dall’applicazione dell’articolo 11, comma 4-ter, d.l. n. 90/2014 che, come già visto al punto n. 8 della presente deliberazione, nel modificare la disciplina contenuta nell’articolo 9, comma 28, d.l. n. 78/2010, consente solo agli enti locali in regola con l’obbligo di riduzione delle spese di personale ex art. 1, comma 557, l. n. 296/2006 di non applicare i limiti per le assunzioni di personale a tempo determinato previsti nel citato art. 9, comma 28, d.l. 78/2010.

Per visionare il parere, clicca qui.

Read more
Mobilità e disponibilità hanno precedenza sui concorsi pubblici

Il D.L.90/2014, convertito in legge 114/2014, ha anche apportato importanti modifiche all'articolo 34 del D.Lgs.165/2001, obbligando gli enti a verificare l'esistenza di dipendenti in disponibilità o demansionati prima di indire un concorso e preferire la mobilità volontaria ai concorsi.

In particolare, al comma 4 dell'articolo citato è stato aggiunta la clausola che i dipendenti possono chiedere di transitare in mobilità presso altre amministrazioni anche con un demansionamento di una categoria o di un livello, nei sei mesi anteriori alla data di scadenza del termine di permanenza nelle liste di disponibilità.

Tali figure, però, mantengono il diritto di essere successivamente ricollocati nella propria originaria qualifica e categoria di inquadramento, anche attraverso le procedure di mobilità volontaria. Il comma 6, invece, prevede che, nell'ambito della programmazione triennale del personale, l'avvio di procedure concorsuali e le nuove assunzioni a tempo indeterminato o determinato per un periodo superiore a dodici mesi, sono subordinate alla verificata impossibilità di ricollocare il personale in disponibilità iscritto nell'apposito elenco.

L'articolo 30 del D.Lgs.165/2001, così come modificato dal D.L.90/2014, invece configura la mobilità volontaria come procedura selettiva nella ricerca di personale. Le amministrazioni devono fissare preventivamente i requisiti e le competenze professionali richieste e pubblicare sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni.

Per agevolare le procedure di mobilità la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica dovrà istituire un portale finalizzato all'incontro tra la domanda e l'offerta di mobilità.

Read more
L'Agenzia delle Entrate ha diramato la bozza del modello CU

L'Agenzia delle Entrate, con comunicato del 26 settembre, dirama la bozza dello schema di Certificazione Unica (Cu).

Il nuovo modello, che dal 2015 manderà in pensione il Cud, consentirà di far confluire in un unico documento tutti i redditi corrisposti nel 2014: non solo, quindi, quelli di lavoro dipendente e assimilati, ma anche quelli finora certificati in forma libera. Tra le principali novità evidenziate nel comunicato, l'Agenzia sottolinea che ci sarà una sezione apposita relativa alla gestione del bonus Irpef di 80 euro riconosciuto ai lavoratori dipendenti e ad alcune categorie assimilate.

Come già anticipato precedentemente, dal 2015 i sostituti d’imposta compileranno un solo modello per attestare sia i redditi di lavoro dipendente, assimilati e gli altri redditi (per esempio di lavoro autonomo e “redditi diversi”).

La “Certificazione Unica” conterrà, tra le varie sezioni, un frontespizio contenente i dati del sostituto d'imposta, le informazioni anagrafiche del contribuente e il prospetto dei figli e degli altri familiari a carico del dipendente o pensionato in relazione ai quali sono state riconosciute le detrazioni per carichi di famiglia.

Per visionare la bozza della nuova Certificazione Unica, clicca qui.

Read more
Verifica equilibri di bilancio: solo se il bilancio di previsione è stato approvato entro fine agosto

Il Ministero dell’Interno – Dipartimento per gli affari interni e territoriali, con la nota n.10082 del 17 settembre 2014, ha chiarito i termini per l’adozione del provvedimento di salvaguardia degli equilibri di bilancio dell’esercizio 2014.

Con il decreto 18 luglio 2014, era stato differito il termine per l’adozione del bilancio di previsione 2014 al 30 settembre.

Per effetto di tale proroga, la scadenza si è accavallata a quella prevista dall'art.193, comma 2, del Tuel, che prevede che entro il 30 settembre l'organo consiliare deve procedere alla verifica sul permanere degli equilibri generali di bilancio, dandone atto in un'apposita deliberazione e, in caso di riscontrato squilibrio, adottando contestualmente i necessari provvedimenti correttivi.

In relazione a questa sovrapposizione, alcuni comuni hanno richiesto, per gli enti che abbiano già approvato il bilancio di previsione nei mesi di agosto/settembre, la facoltà di non procedere a deliberare la verifica, considerando il breve arco temporale trascorso dall’approvazione del bilancio di previsione.

Il Ministero accoglie la proposta e, con la nota in esame, chiarisce che i comuni che hanno approvato il bilancio di previsione dopo il 31 agosto e quelli che lo approveranno entro il 30 settembre non sono tenuti ad approvare anche la deliberazione sugli equilibri contabili prevista dall'art.193 del Tuel.

Il ministero chiarisce che l'adempimento rimane necessario solo per le amministrazioni che abbiano approvato il preventivo entro il mese di agosto. Viceversa, quelle che lo hanno approvato o che lo approveranno a settembre non sono tenute a compiere la formale ricognizione degli equilibri, ma potranno attestare la verifica degli equilibri nella stessa delibera di approvazione del bilancio.

Per visionare la nota, clicca qui.

 

Read more