Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare l'esperienza d'uso e a fini statistici. Proseguendo con la navigazione se ne accetta l'utilizzo.

Con la delibera n. 237/2018/PAR, la Corte dei Conti della Lombardia chiarisce che i Comuni possono assumere personale di categoria superiore a quella del dipendente cessato dal servizio nell’anno precedente, purché siano rispettati i limiti imposti dall’art .1 comma 228 della legge 208/2015 (che prevede una possibilità di spesa pari al 25% di quella relativa al medesimo personale cessato nell'anno precedente con possibile aumento al 75% in caso di rispetto del rapporto dipendenti popolazione residente definito dal decreto ministeriale per gli enti deficitari).

La Corte osserva che l’art. 1 comma 228 della legge 208/2015, con  l'espressione "spesa relativa al medesimo personale cessato nell'anno precedente” si riferisce  alla spesa sostenuta per la cessazione del dipendente che costituisce quindi il  limite che l’ente deve rispettare, e non contiene invece il divieto di assumere  un profilo professionale diverso rispetto a quello cessato.

Infatti, la norma in commento intende porre un limite finanziario alle assunzioni derivanti dalla  cessazioni  dei vari rapporti di lavoro rappresentato dalla spesa affrontata per i dipendenti non più in servizio, e perciò la norma è indifferente alla categoria cui il  dipendente che verrà assunto appartiene, sempre che l’assunzione sia contenuta nel limite di spesa che la cessazione dal servizio ha comportato.

Un diversa lettura della disposizione legislativa impedirebbe alle amministrazioni di variare la propria dotazione organica, ovvero   la programmazione delle assunzioni in una diversa declinazione dei vari profili professionali  rispetto a quelli cessati, che invece la P.A. è libera di determinare purché nel rispetto dei vincoli finanziari che l’ente è tenuto a rispettare.

Clicca qui per leggere la delibera n. 237/2018/PAR della Corte dei Conti della Lombardia.

ANOTHER PROTON WEBSITEPICTURES BY FREEPIK