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Il consigliere comunale può richiedere accesso agli atti di procedure concorsuali e tale richiesta, essendo strettamente collegata alla funzione, non necessiterebbe di motivazione alcuna né sarebbe condizionata alla dimostrazione di un interesse personale. A chiarirlo è il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5750/2024.

L'interesse alla conoscenza degli atti da parte della minoranza consiliare è strettamente connesso alla funzione pubblica svolta dal consigliere anche in termini di controllo delle attività che comportano una spesa a carico dell'ente, quale appunto tre assunzioni a tempo indeterminato.

Ai sensi dell'art. 43, comma 2, del D.Lgs. n. 267 del 2000, i consiglieri comunali e provinciali "hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge".

Clicca qui per leggere la sentenza n. 5750/2024 del Consiglio di Stato.

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